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Funzione strumentale per l'inclusione ed il contrasto alla dispersione scolastica.

Prof. Giuseppe CORRONCA


Referente per la Prevenzione e il contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyber-

bullismo.

Prof.ssa Laura PUSCEDDU


 

Gli articoli di questa pagina...

   1. Prevenzione contro il bullismo

   2. Inclusione

 

 

Documenti sulla Prevenzione del bullismo e del cyberbullismo

 

                                

 

                                        Contro il bullismo e il cyberbullismo

                                                                       


 E' in vigore dal 18/06/17 la Legge 71 del 29/05/17
                    

                                  

Cyberbullismo in Gazzetta Ufficiale: la legge in sette punti
di Sara De Carli (sito http://www.vita.it/it/)
Tecnicamente si chiama legge 29 maggio 2017, n. 71, Disposizioni a tutela dei mino-
ri per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo ed è stata pubbli-
c
ata in Gazzetta Ufficiale il 3 giugno 2017.

Eccone i punti salienti:

1. Ciascun minore ultraquattordicenne (o i suoi genitori o chi esercita
la responsabilità del minore) che sia stato vittima di cyberbullismo può
inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del so-
cial media un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco dei con-
tenuti diffusi nella rete.
Se entro 24 ore il gestore non avrà provveduto, l'interessato può rivolge-
re analoga richiesta al Garante per la protezione dei dati personali, che ri-
muoverà i contenuti entro 48 ore.

2. Nasce presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il tavolo tecnico
per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo
, che entro sessanta
giorni dal suo insediamento redigerà un
piano di azione integrato per il
contrasto e la prevenzione del cyberbullismo
. Il piano prevede anche pe-
riodiche campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione sul
fenomeno del cyberbullismo. Entro il 31 dicembre di ogni anno, a parti-
re dal 2018, il Tavolo farà una relazione al Parlamento sulle attività svolte.


3. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente leg-
ge (quindi entro il 18 settembre) il MIUR adotta delle linee di orienta-
mento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole,
anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale e delle co-
municazioni. Le linee guida vanno aggiornate ogni due anni.

4.
Ogni istituto scolastico individua fra i docenti un referente con il com-
pito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyber-
bullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia
e delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul
territorio.

5. Secondo quando già previsto dalla legge 107 (la Buona Scuola) per
il triennio 2017-2019 ci sarà una formazione del personale scolastico
sul tema. Sarà promosso un ruolo attivo degli studenti e di ex studen-
ti in attività di peer education, nella prevenzione e nel contrasto del
cyberbullismo nelle scuole.

6. I servizi territoriali, con l'ausilio delle associazioni e degli altri enti
che perseguono le finalità della legge, promuovono progetti perso-
nalizzati per sostenere le vittime di cyberbullismo e a rieducare, an-
che attraverso l'esercizio di attività riparatorie o di utilità sociale, i
minori autori di cyberbullismo.

7. Il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbulli-
smo informa tempestivamente i genitori dei minori coinvolti. I rego-
lamenti scolastici dovranno prevedere esplicite sanzioni disciplinari,
commisurate alla gravità degli atti compiuti.

8. Per i minori autori di atti di cyberbullismo, fra i 14 e i 18 anni, se
non c’è querela o denuncia per i reati di cui agli articoli 594, 595 e
612 del codice penale, scatta l'ammonimento: il questore convoca il
minore insieme ad almeno un genitore.


 

Che cosa si intende per didattica inclusiva?

L’obiettivo delle didattica inclusiva è far raggiungere a tutti gli
alunni il massimo grado possibile di apprendimento e partecipazio-
ne sociale, valorizzando le differenze presenti nel gruppo classe:
tutte le differenze, non solo quelle più visibili e marcate dell’alun-
no con un deficit o con un disturbo specifico.

Le differenze sono alla base dell’azione didattica inclusiva e, come
tali, non riguardano soltanto le differenze degli alunni, ma anche
quelle negli stili di insegnamento dei docenti.

Come gli alunni non imparano tutti nello stesso modo, così gli inse-
gnanti non insegnano con lo stesso stile. Nella prospettiva della di-
dattica inclusiva, le differenze non vengono solo accolte, ma anche
stimolate, valorizzate, utilizzate nelle attività quotidiane per lavora-
re insieme e crescere come singoli e come gruppo.


Documenti sull'inclusione

                            

 

                                                             Inclusione